Una vacanza filosofica sulle rive del lago di Avigliana, in uno splendido chalet. È quanto propone la Compagnia de Galantomeni per il 5, 6, 7 luglio prossimi. Un'occasione per prendere congedo dai problemi del quotidiano e di stare a tu per tu con uno dei protagonisti della cultura europea: Gianni Vattimo. Il tema dell'iniziativa è «L'uomo, un progetto gettato nella storia», una lettura e un approfondimento delle opere di Martin Heidegger. L'uomo si trova da sempre "gettato" in una lingua, in una cultura che eredita. L'uomo si apre al mondo tramite il linguaggio che parla. Risalire a queste aperture linguistiche che permettono la visione del mondo significa pensare e prendere consapevolezza della molteplicità delle prospettive e degli universi culturali. Il pensiero debole è la fine della struttura stabile dell'essere, dunque anche di ogni possibilità di enunciare che Dio esiste o non esiste. Il grido di Nietzsche "Dio è morto" va inteso da Vattimo nel senso della fine di ogni discorso metafisico che pretende darci verità ultime e definitive. La verità diventa la trasmissione di un patrimonio linguistico e storico, che rende possibile e orienta la comprensione del mondo. Introduce e coordina Mauro Cascio. Interviene Antonio Cecere. Infoline 335.398261 e 328.9515053
mercoledì 16 maggio 2012
martedì 20 marzo 2012
A proposito di Consulenza Filosofica
«La filosofia, quando fa uso di determinate categorie logiche ed ontologiche, di determinati principi etici, estetici o politici, è già di per sé una prassi che, nell'interazione con i singoli e con la collettività, tende a produrre una comprensione allargata dell'esperienza, al fine di muoversi più agevolmente in essa, di determinare un cambiamento o, finanche, un miglioramento delle condizioni date». Lo scrive Guido Traversa, professore di Filosofia Morale all'Università Europea di Roma e coordinatore del Master in Consulenza Filosofica ed Antropologia Esistenziale dell'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum nel suo saggio Identità Etica (manifestolibri). «La filosofia è, nella sua essenza, un modo particolare di sapere e di capire. Essa, infatti, cerca di mantenere legate tra di loro, senza confonderle, le diverse dimensioni cui ci si rifà per comprendere un qualcosa: la sua causa, i suoi effetti, le sue finalità, le leggi che lo regolano, le possibili emozioni o sentimenti che lo accompagnano, le sue conseguenze etiche, la sua eventuale bellezza, i mutamenti voluti o non voluti, che lo riguardano, le paure, i desideri [...], la sua rilevanza per la funzione pubblica (sociale, economica, lavorativa). [...] Quando essa comprende un qualcosa, tiene insieme dimensioni che le altre scienze tengono, di solito, nettamente separate».
martedì 14 febbraio 2012
La Verità. Il grido di battaglia di tutti, ma l'impegno di pochi
«Sono giovane, sono un parvenu, sono pretenzioso e vanitoso, benissimo. Mi sforzerò di sopportare con pazienza gli appellativi più umilianti che l'orgoglio e la collera degli uomini possano escogitare. Ma di una cosa so di non essere colpevole. Non ripongo la mia fede nel prestigio di nessun grand'uomo. Non agisco sulla base del pregiudizio e dell'impulso. Non aderisco a nessuna opinione perché è antica, comunemente accettata, alla moda, o perché ho dedicato molto tempo a elaborarla e a coltivarla. [...] Se differisco sotto qualche aspetto da un filosofo che faccio professione di ammirare, è per la stessa ragione per la quale lo ammiro, cioè per amore della verità»
(G. Berkeley)
sabato 11 febbraio 2012
Come si diventa ciò che si è
«A questo punto non si può più fare a meno di dare la vera risposta alla domanda come si diventa ciò che si è. Arrivo così al capolavoro dell'arte dell'autoconservazione - l'egoismo... Ammesso cioè che il compito, la determinazione, il destino del compito sia molto al di sopra della media, nessun pericolo sarebbe maggiore di vedere se stessi di fronte a questo compito. Divenire ciò che si è presuppone che non si indovini neppure lontanamente ciò che si è. Da questo punto di vista anche i passi falsi della vita hanno il loro senso e il loro valore, le temporanee deviazioni e gli sviamenti, le esitazioni, i «pudori», la serietà sprecata in compiti che stanno al di là del compito. In ciò si manifesta una grande accortezza, addirittura la massima astuzia: laddove il nosce te ipsum sarebbe il mezzo più sicuro per perdersi, il dimenticarsi, il fraintendersi, il ridursi, il limitarsi, il mediocrizzarsi diviene ora la ragione stessa».
(Friedrich Nietzsche)
Alla ricerca di un rapporto
«Eppure, se ogni desiderio venisse sempre soddisfatto al suo manifestarsi, come potrebbero gli uomini riempire le proprie vite, come potrebbero passare il tempo?
Immaginiamoci questa specie trasposta in un regno di Utopia dove ogni cosa cresca spontaneamente e i tacchini svolazzino bell'arrostita, dove gli amanti si trovino tra loro senza indugi e restino l'uno accanto all'altro senza difficoltà: in un luogo del genere, gli uomini morrebbero di noia o si impiccherebbero, alcuni combatterebbero e si ucciderebbero a vicenda, così infliggendo a se stessi maggiori sofferenze di quante non ne infligga loro la natura qual è»
(Arthur Schopenauer)
Così Iris Murdoch
Filosofeggiare significa esplorare il proprio temperamento, ma in pari tempo tentare di scoprire la verità
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