«Sono giovane, sono un parvenu, sono pretenzioso e vanitoso, benissimo. Mi sforzerò di sopportare con pazienza gli appellativi più umilianti che l'orgoglio e la collera degli uomini possano escogitare. Ma di una cosa so di non essere colpevole. Non ripongo la mia fede nel prestigio di nessun grand'uomo. Non agisco sulla base del pregiudizio e dell'impulso. Non aderisco a nessuna opinione perché è antica, comunemente accettata, alla moda, o perché ho dedicato molto tempo a elaborarla e a coltivarla. [...] Se differisco sotto qualche aspetto da un filosofo che faccio professione di ammirare, è per la stessa ragione per la quale lo ammiro, cioè per amore della verità»
(G. Berkeley)

