martedì 14 febbraio 2012

La Verità. Il grido di battaglia di tutti, ma l'impegno di pochi

«Sono giovane, sono un parvenu, sono pretenzioso e vanitoso, benissimo. Mi sforzerò di sopportare con pazienza gli appellativi più umilianti che l'orgoglio e la collera degli uomini possano escogitare. Ma di una cosa so di non essere colpevole. Non ripongo la mia fede nel prestigio di nessun grand'uomo. Non agisco sulla base del pregiudizio e dell'impulso. Non aderisco a nessuna opinione perché è antica, comunemente accettata, alla moda, o perché ho dedicato molto tempo a elaborarla e a coltivarla. [...] Se differisco sotto qualche aspetto da un filosofo che faccio professione di ammirare, è per la stessa ragione per la quale lo ammiro, cioè per amore della verità»
(G. Berkeley)

sabato 11 febbraio 2012

Come si diventa ciò che si è



«A questo punto non si può più fare a meno di dare la vera risposta alla domanda come si diventa ciò che si è. Arrivo così al capolavoro dell'arte dell'autoconservazione - l'egoismo... Ammesso cioè che il compito, la determinazione, il destino del compito sia molto al di sopra della media, nessun pericolo sarebbe maggiore di vedere se stessi di fronte a questo compito. Divenire ciò che si è presuppone che non si indovini neppure lontanamente ciò che si è. Da questo punto di vista anche i passi falsi della vita hanno il loro senso e il loro valore, le temporanee deviazioni e gli sviamenti, le esitazioni, i «pudori», la serietà sprecata in compiti che stanno al di là del compito. In ciò si manifesta una grande accortezza, addirittura la massima astuzia: laddove il nosce te ipsum sarebbe il mezzo più sicuro per perdersi, il dimenticarsi, il fraintendersi, il ridursi, il limitarsi, il mediocrizzarsi diviene ora la ragione stessa».
(Friedrich Nietzsche)

Alla ricerca di un rapporto

«Eppure, se ogni desiderio venisse sempre soddisfatto al suo manifestarsi, come potrebbero gli uomini riempire le proprie vite, come potrebbero passare il tempo?
Immaginiamoci questa specie trasposta in un regno di Utopia dove ogni cosa cresca spontaneamente e i tacchini svolazzino bell'arrostita, dove gli amanti si trovino tra loro senza indugi e restino l'uno accanto all'altro senza difficoltà: in un luogo del genere, gli uomini morrebbero di noia o si impiccherebbero, alcuni combatterebbero e si ucciderebbero a vicenda, così infliggendo a se stessi maggiori sofferenze di quante non ne infligga loro la natura qual è»
(Arthur Schopenauer)

Così Iris Murdoch

Filosofeggiare significa esplorare il proprio temperamento, ma in pari tempo tentare di scoprire la verità